La Capra da Cashmere

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La capra Cashmere è una razza caprina originaria degli altopiani dell’Asia, nelle cui condizioni estreme di clima e vegetazione ha sviluppato due fondamentali caratteristiche: la capacità di utilizzare come alimento praticamente qualunque cosa offra il suolo, dai rovi alle corteccie degli alberi, alle ortiche e alle painte infestanti, e la produzione di un sottopelo leggerissimo e caldissimo per proteggersi dal freddo.

Importati negli anni ’90 in Italia, questi animali mantengono entrambe queste caratteristiche, che si trasmettono geneticamente dai genitori ai figli.

L’allevamento delle capre Cashmere di conseguenza è poco impegnativo sia dal punto di vista economico che gestionale: come strutture non richiedono altro che un recinto sicuro, una tettoia per ripararsi dalla pioggia che non amano, una mangiatoia per il fieno in caso non ci sia sempre disponibilità di pascolo, e acqua a disposizione,il tutto proporzionato alla dimensione del gregge.

capre

Una volta che abbiano a disposizione acqua e cibo (pascolo o fieno che sia) le capre Cashmere non richiedono alcun impegno, poichè normalmente non devono essere munte: i capretti vivono insieme alle madrie si nutrono del loro latte esattamente come avviene in natura.

L’unico periodo dell’anno in cui questi animali richiedono un certo impiego di tempo e manodopera è la primavera, stagione in cui il Cashmere, ossia il sottopelo cresciuto durante l’inverno come protezione dal freddo, si stacca dalla cute delle capre: in natura viene disperso nell’ambiente, nelle capre allevate viene raccolto pettinando gli animali.

 Il Cashmere è il sottopelo, o sottovello, soffice e lanuginoso prodotto dalle capre Cashmere durante l’inverno come protezione dal freddo. In questi animali si riconoscono due tipi di bulbi piliferi: uno produce la giarra, ossia il manto superiore, e l’altro produce il sottovello, ossia il Cashmere.

pettinare

Questa fibra, ondulata e opaca, deve rientrare in rigorosi parametri di spessore (che dev’essere compreso tra gli 11 e i 18 micron) poiché da esso dipendono le quali‡à della fibra Cashmere: calore e leggerezza.

 In primavera, con l’innalzarsi delle temperature, il Cashmere si stacca spontaneamente dalla cute delle capre e può essere raccolto dall’uomo tramite la pettinatura, che si effettua con l’ausilio di normali pettini o spazzole per cani e gatti: pettinando gli animali si asporta il Cashmere che potrà poi andare in contro alle fasi della lavorazione, ossia lavaggio, degiarratura e filatura, fino ad ottenere il prezioso gomitolo di lana Cashmere.

tessuto

Ogni animale produce circa 200 grammi di fibra grezza (400 grammi i maschi) che durante la lavorazione si riducono del 50-60%, per cui la produzione annua di Cashmere filato sarà circa 100 grammi per ogni femmina e circa 200 grammi per ogni maschio.

Il Cashmere nei suoi colori naturali si presenta bianco, crema, nocciola, grigio o marrone, sempre in tonalità molto delicate, ed è indipendente dal colore della giarra.